sono emozioni mica polpette

Monday 25 july 2011 1 25 /07 /Lug /2011 12:17
Sotto la pioggia succedono cose.
C'è chi impreca e c'è chi balla.
E c'è chi fa entrambe le cose.
Fatto sta che sotto la pioggia ne succedono di cose...
Uno spettacolo interrotto a tre minuti dall'inizio, che aspettiamo un attimo e magari sballa, e invece no, e allora sotto la pioggia rabbia solida che sale in testa.
Uno spettacolo sotto a un capannone che poi se piove bisogna alzar la voce, allora sotto la pioggia si scalda la voce e il diaframma, e arrivano 200 persone, sotto la pioggia.
Una festa sotto le stelle da organizzare e portare a casa, e allora sotto la pioggia si gira la manovella per tirar su il capannone, e si spostano i pali, e si mette a piombo e si tira il telo.
E sotto la pioggia si balla, coi piedi nel fango e la musica alta, e poi ci si impantana co la macchina, e allora si spinge, sotto la pioggia.
Succedono cose sotto la pioggia, e comunque anche durante le brevi tregue la pioggia costringe comunque a puntare il naso in su, cosa che altrimenti si fa sempre troppo poco.
E si scoprono cieli straordinari, nuvole dalle forme fumettistiche, colori non riproducibili dall'uomo, profumi puliti.
Sotto la pioggia succedono cose meravigliose, ma se sopra la pioggia qualcuno volesse darci una mano, venerdì avremmo proprio bisogno di una tregua...
Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Wednesday 20 april 2011 3 20 /04 /Apr /2011 20:30

Conosco la forza e lo stupore di due anime che si riconoscono.
Occhi mai visti, mani mai sfiorate, voce mai sentita.
Ma la sensazione di essere stati, un tempo, un unico tutto.

Un cuore gemello, 
stesso tempo,
stesso ritmo,
pieni coi pieni,
vuoti coi vuoti.

Lacrime che hanno uguale sapore,
risa della stessa sostanza sottile,
si riconoscono in un contatto profondo e totale.

 
2700142

Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Monday 14 march 2011 1 14 /03 /Mar /2011 19:01

D.

Avere 5 anni e coltivare nella pancia la rabbia  di un battaglione in guerra è difficile.
Non poterla esprimere ti fa respirare corto e ti fa pensare di essere cattivo. Malvagio. Crudele.

Avere 5 anni e portarsi sulle spalle le storie di tutti, nessuno escluso, è dura.
Ti fa diventare curvo e vecchio, che le rughe dei 5 anni non le vede nessuno, ma sono così profonde da trafiggerti da parte a parte. 

Nascere grandi, pronti a tutto non appena metti il naso fuori da quello stramaledettissimo amato buco, che non c'è luce là fuori, solo un eterno accecamento, la testa bassa, i piedi nel fango, e niente lacrime per me grazie. I bambini piangano pure, io ho 5 anni, non posso.

Potrei far esplodere il mondo con un solo pezzettino della mia rabbia se lo volessi.
E con le lacrime che mi stanno nella pancia potrei inondare l'Universo, e anche un po' più in là.
Aspetto solo il momento giusto.
Resisto e spero con tutto me stesso che tutto ciò che sta dentro, sopra e intorno a me non mi porti via.
Almeno non ora.

A D. 5 anni e le tasche piene di sassi.

Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Tuesday 4 january 2011 2 04 /01 /Gen /2011 18:21
E' un po' che non scrivo e mi manca.
Avrei bisogno di una penna e di un foglio di carta per annotare i pensieri ed immagini, che ultimamente arrivano nei momenti più indifesi di me, come quel minuto che precede l'addormentamento o quei secondi che occorrono al risveglio.
In quella linea di mezzo in cui non stai nè da una parte nè dall'altra della tua cosciente vita, accadono i pensieri e le immagini più disparate, e accadono tutti insieme, spintonandosi.
A volte fanno davvero un bel casino, tanto che la coscienza decide di chiudere le sbarre, e da lì in poi ci penseranno i sogni a smaltire la folla. Almeno fino a domattina.

Oggi fa freddo a casa mia.
Perchè una casa in cui nessuno ci respira dentro per quattro giorni si raffredda, s'intristisce.
Nell'ultimo giorno di questo 2010 son scappata via su un aereo, sapendo però che poi sarei tornata.
Ma me lo sono chiesto com' è partire senza sapere se si ritornerà.
Credo che sia una cosa grande, un inizio che non prevede una fine non lo so se sono capace di immaginarmelo. Quasi più facile trovo invece immaginare una fine senza che necessariamente essa sia seguita da un nuovo inizio.

Mi sono fatta un bel regalo in questi giorni. Son montata su un aereo, ho respirato un po' di mondo lì fuori e son tornata qua. E ho notato come i ricordi più belli del mio volermi bene sono sempre legati a dei viaggi.
Non che io sia una cosmopolita all'avventura, anzi faccio molta fatica a lasciare casa mia e comunqe adoro l'emozione del ritorno più di quello della partenza. Ma le emozioni che ho vissuto lontano da casa mia, chissà, forse proprio perchè non incastrate nella quotidiana e comoda routine conosciuta, sono quelle che più mi sono restate impresse nel cuore e nel corpo.

E così stavolta ho imparato che era meglio se stavo più attenta alle medie quando la prof spiegava la storia dei Tudor e che invece devo essere stata molto attenta quando alle elementari hanno spiegato come si legge una cartina, che trovare una stazione della metro chiusa può cambiarti la giornata di molto, che adoro le parate e le bande marcianti, che se li guardi bene quelli che suonano nella banda somigliano in tutto e tutto e per tutto al loro strumento, che posso stare in mezzo a una milionata di persone e seguire il flusso, che c'è gente che per cambiare de persone davanti a un gabiotto fa una manifestazione di tre quarti d'ora ogni giorno, che ci sono persone che si mettono un cappello rosso, un cappotto viola e dicono "facciamo un'associazione che si chiama -quelli che si mettono il cappello rosso e il cappotto viola-", che mangiare e nutrirsi son due cose differenti, che il teatro resta comunque al primo posto, che un autobus non necessariamente segue la strada che decidi tu, che se corri forte forte ce la fai e soprattutto che il brodo del prèt a manger fa schifo.
Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Thursday 9 december 2010 4 09 /12 /Dic /2010 22:31
La mamma del bambino di quarta elementare che la settimana scorsa rise di gusto perchè il figlio aveva mostrato le terga all'intera scuola durante la mensa, ha dichiarato che non permetterà al figlio di partecipare al corso di Educazione Sessuale tenuto dagli psicologi dell'ULSS se verranno usati termini come "pene" e "vagina".
Eh certo, non vorremmo mica chiamare le cose col loro nome...potrebbero prenderci per non italiani.

Davanti a certe storie bisogna abbassare la testa, ma gli occhi di quel bambino sono spenti.
Lo erano mentre mostrava le terga all'intera scuola.
E lo erano quando ha saputo che la mamma lo avrebbe ritirato dal corso.
Lo erano quando gli ho chiesto qual è il suo desiderio più grande.
E lo erano quando gli ho chiesto che cosa lo fa arrabbiare.

Cos'è che fa spegnere gli occhi di un bambino?

Gli occhi dei bambini han bisogno di altri occhi,
che faccian da specchio, che guardino e vedano.
Occhi più alti, ma capaci di scendere,
occhi che lo vedano intero.
Occhi che sappiano piangere e ridere,
occhi arrabbiati quando è necessario,
occhi che parlino del silenzio che c'è.

Gli occhi dei bambini che non trovano altri occhi si spengono.
Nel non essere visti, i bambini imparano a non vedere,
e poi a non sentire, e poi a non sentirsi più.

E a quel punto poco importa il nome che dai alle parti del corpo,
e se ti fa ridere o meno il fatto che tuo figlio abbia mostrato le terga all'intera scuola.
L'importante è che tuo figlio ha nove anni e gli occhi spenti.
E a riaccenderli non basterà uno stelliere.

Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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