Thursday 1 december 2011 4 01 /12 /Dic /2011 16:00
Ho raccolto con piacere l'invito a una meditazione settimanale, dove meditazione significa semplicemente restare Presenti a ciò che accade intorno, sopra, sotto, e soprattutto dentro di noi.
La meditazione di questa settimana si chiama "Ascoltarsi mentre parliamo", e aveva le seguenti istruzione d'uso:

Parlare è un movimento attivo orientato o verso l'esterno o verso l'interno;
Ascoltare implica una presenza ricettiva che coglie e segue questo movimento.
Ci ascoltiamo veramente quando parliamo?
In questa settimana sperimenteremo l'arte dell'ingegneria dell'essere,
creando un ponte tra chi parla e chi ascolta.
Parleremo ricettivamente e ascolteremo attivamente portando simultaneamente l'attenzione su entrambi
Questa meditazione ci aiuterà a portare l'unità nelle parti che spesso sono separate nella comunicazione creando cosi, una maggiore consapevolezza e freschezza in quello che esprimiamo
Il trucco è semplice: focalizzare l'attenzione su quello che diciamo e verificare se realmente siamo connessi con la nostra verità interiore
 

Ecco quello che ho trovato.

Ho trovato che mi capita di interrompere la persona che mi sta parlando, soprattutto quando sento che mi perdo. E' come se usassi la mia voce per riprendermi i pezzettini di Anna che per qualche motivo se ne vanno.

Ho trovato che spesso faccio fatica a finire le frasi, e che vorrei sempre la parola giusta per tutto, e spesso la parola giusta per tutto non c'è.

Ho trovato molto Silenzio nella mia giornata. Silenzio poco consapevole ma sereno, pacifico; a volte è volutamente coperto da suoni che spaziano dal "ciacolamento" televisivo assolutamente senza significato alla musica capace di prendere a braccetto quel Silenzio riempiendolo di calda leggerezza. Altre invece è semplicemente silenzio, e ascoltarlo davvero è stato un momento di meravigliosa intimità con me stessa.

Ho trovato che quando non sto in silenzio è principalmente per due motivi: 
1- per lavoro. Ed è stato bello sentire che la maggior parte delle parole che utilizzo nella mia professione vengono da uno spazio caldo.
2- per sentirmi meno sola.  E magari la chiamo condivisione, ma semplicemente è un modo per assicurarmi che ci sia qualcuno che può accogliere le mie parole e me così come sono. E in questo caso la Vodafone ringrazia sentitamente....

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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