Thursday 9 december 2010 4 09 /12 /Dic /2010 22:31
La mamma del bambino di quarta elementare che la settimana scorsa rise di gusto perchè il figlio aveva mostrato le terga all'intera scuola durante la mensa, ha dichiarato che non permetterà al figlio di partecipare al corso di Educazione Sessuale tenuto dagli psicologi dell'ULSS se verranno usati termini come "pene" e "vagina".
Eh certo, non vorremmo mica chiamare le cose col loro nome...potrebbero prenderci per non italiani.

Davanti a certe storie bisogna abbassare la testa, ma gli occhi di quel bambino sono spenti.
Lo erano mentre mostrava le terga all'intera scuola.
E lo erano quando ha saputo che la mamma lo avrebbe ritirato dal corso.
Lo erano quando gli ho chiesto qual è il suo desiderio più grande.
E lo erano quando gli ho chiesto che cosa lo fa arrabbiare.

Cos'è che fa spegnere gli occhi di un bambino?

Gli occhi dei bambini han bisogno di altri occhi,
che faccian da specchio, che guardino e vedano.
Occhi più alti, ma capaci di scendere,
occhi che lo vedano intero.
Occhi che sappiano piangere e ridere,
occhi arrabbiati quando è necessario,
occhi che parlino del silenzio che c'è.

Gli occhi dei bambini che non trovano altri occhi si spengono.
Nel non essere visti, i bambini imparano a non vedere,
e poi a non sentire, e poi a non sentirsi più.

E a quel punto poco importa il nome che dai alle parti del corpo,
e se ti fa ridere o meno il fatto che tuo figlio abbia mostrato le terga all'intera scuola.
L'importante è che tuo figlio ha nove anni e gli occhi spenti.
E a riaccenderli non basterà uno stelliere.

Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Commenti

Ho letto ieri notte. E riletto. L'ho letto ancora a voce alta, raccontandolo a G. ed era quasi l'una di notte. E ho pensato che ci son cose che, seppur appartenendoci, debbano esser lette da più occhi, ascoltate da più cuori, e magari saltar fuori come un ricordo inatteso. Magari mentre una mamma, e non solo, guarda negli occhi un bimbo e forse le vien da indugiare su quegli occhi e farsi qualche domanda in più.
Insomma...ho preso questo scritto e, senza neppure chiederti l'autorizzazione, l'ho copiato. E spero possa camminare ancora per incontrare altri occhi. Perchè le cose, come le dici tu, sanno poter esser ascoltate senza fare troppo male pur nella loro essenziale verità. E quando è così diventi, tuo malgrado, uno strumento. E gli strumenti si 'usano' :). Allora ti ho 'usato'. Non mi sgridare troppo ;-)
Lilli
Commento n°1 inviato da anonimo il 12/12/2010 alle 09h41

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