PAROLE DI PANE
C'è una casa da svuotare e una casa da riempire.
Nella casa da svuotare c'è polvere, medicine scadute, ragnatele e una coperta mangiata dai topi.
E poi fotografie in bianco e nero di famiglia lontana nel tempo e nello spazio, ricordi grandi di una casa che man mano diventava sempre più piccola, odore di nonna, un cuscino sopra alle coperte, il divano come l'ha lasciato lei, una scatola di passamanerie e scatole su scatole di "teniamochenonsisamai".
Ci son lenzuola piegate con cura e vestiti che non metterà più nessuno, e c'è un macinino per il caffè, e soprammobili che nemmeno nell'antica vetrina degli orrori. E una radiolina che funziona ancora.
Nella casa da riempire c'è un quadro con le matite colorate, l'aspiraplvere che va e viti un po' dapperttutto. E vasetti di speranze, sogni e desideri, e un cestino di paure varie. C'è il posto per la lavatrice e disegni attaccati al mobile della sala. C'è una piastrella rotta e il filo delle serrande da cambiare.
C'è il nome sul campanello.
In entrambe c'è vita, in una passata, nell'altra futura.
Il presente sono io, che riempio e svuoto scatole di passato e di futuro.