Avere 5 anni e coltivare nella pancia la rabbia di un battaglione in guerra è difficile.
Non poterla esprimere ti fa respirare corto e ti fa pensare di essere cattivo. Malvagio. Crudele.
Avere 5 anni e portarsi sulle spalle le storie di tutti, nessuno escluso, è dura.
Ti fa diventare curvo e vecchio, che le rughe dei 5 anni non le vede nessuno, ma sono così profonde da trafiggerti da parte a parte.
Nascere grandi, pronti a tutto non appena metti il naso fuori da quello stramaledettissimo amato buco, che non c'è luce là fuori, solo un eterno accecamento, la testa bassa, i piedi nel
fango, e niente lacrime per me grazie. I bambini piangano pure, io ho 5 anni, non posso.
Potrei far esplodere il mondo con un solo pezzettino della mia rabbia se lo volessi.
E con le lacrime che mi stanno nella pancia potrei inondare l'Universo, e anche un po' più in là.
Aspetto solo il momento giusto.
Resisto e spero con tutto me stesso che tutto ciò che sta dentro, sopra e intorno a me non mi porti via.
Almeno non ora.