bricioledime

Monday 21 june 2010 1 21 /06 /Giu /2010 11:06

Elmentaita

Adoro questa foto.

La trovo così dannatamente reale...

La scattò un'amica sulle rive del Lago Elmentaita, in Kenya.

Passeggiata in compagnia, e noi restammo indietro.

Ognuno col suo passo, a respirar libertà e solide radici,

noi abbiamo preferito passi più lenti e più corti.

E c'era terra, aria, acqua, e un sole infuocato su di  noi.

Non mancava nulla, un po' come in questa vita.

Eppure...

 

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Thursday 17 june 2010 4 17 /06 /Giu /2010 12:23

Mi girano intorno, dentro, fuori, sopra e sotto domande in stampatello col punto interrogativo storto. Che sembra un gancio. E così mi ci appendo. Restando a penzoloni. Col vuoto sotto i piedi.

 

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Friday 11 june 2010 5 11 /06 /Giu /2010 12:12

Ricordo che la mia prof d'italiano alle medie mi disse: "Non occorre che scrivi sempre -secondo me-. E' ovvio che è secondo te, sei tu che scrivi!"

Ricordo che la stessa prof un giorno perse il suo papà e noi tutti della classe andammo al funerale. La settimana successiva, prima di cominciare la lezione di geografia lei ci ringraziò e ci disse: "soffrire è una cosa, ma soffrire con degli amici vicino è un'altra"...e via coi fiumi dell'Italia del nord.

Ricordo che in quinta elementare la maestra mi umiliò davanti alla classe intera perchè avevo scritto "SCENZE", senza la I. E i miei compagni risero forte, anche se nemmeno loro lo avrebbero scritto correttamente.

Ricordo che la maestra Pia ci insegnò una strana tecnica coi pennarelli e io disegnai una ballerina vestita di azzurro.

Ricordo che in colonia inseguii mio fratello fino dentro alla proibitissima camera dei maschi, per consolarlo in un secondo di malinconia dopo una telefonata della mamma.

Ricordo che all'asilo vomitai perchè mi obbligarono a mangiare gli spinaci.

Ricordo che in quarta scrivemmo una lettera al dirigente scolastico, che allora si chiamava "direttore" per far restare la supplente anche l'anno successivo.

Ricordo che il primo giorno di scuola alle superiori chiamarono tutte le classi dalla quinta alla prima e alla fine restammo in sei dentro a quella palestra. Pensavo fosse uno scherzo, invece era proprio la mia classe.

Ricordo che alla recita dell'oratorio che grazie a dio non è mai andata in scena io dovevo interpretare il papà della piccola fiammiferaia.

Ricordo la prima volta che andai a Gardaland. C'era anche la mia bisnonna ed entrammo dentro ad Eva, una donna distesa che mostrava a tutti i suoi organi interni. Pensai che fossimo davvero bruttissimi dentro.

Ricordo che un giorno buttai mio cugino fuori di casa perchè continuava a bestemmiare per farmi rabbia. Il giorno dopo lui scrisse sul suo diario che ero una stronza.

Ricordo che un giorno feci un assist a Filippo e lui segnò. Tutti fecero i complimenti e Filippo e lui mi guardò e mi sorrise. Era un buon capitano, Filippo.

 

Chissà perchè ci son ricordi che si ricordano e altri che invece no.

Chissà perchè proprio questi e non altri sono i miei ricordi ricordati.

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Tuesday 8 june 2010 2 08 /06 /Giu /2010 21:33

E' che sono preoccupata.

Oggi R. ha tagliuzzato una pagina del suo libro di storia, l'ha buttata nel cestino, poi ha preso il libro di una compagna, ha tagliato la sua pagina e l'ha attaccata con lo scotch al suo libro. Nel frattempo S. ruttava ed F. lo incitava dicendo: "dì -parallelepipedo- ruttando!". A G.,  P. e A.  è andata meglio...è già da tre giorni che se ne stanno al mare...tanto la scuola è finita...secondo i loro genitori. Siamo in terza elementare.

Altrove, A. è tutto l'anno che se ne sta da sola dentro un'aula vuota, perchè non apprende come gli altri, e quindi, testuali parole "non ha senso che stia in classe". Sul quaderno di italiano di questa bambina sta scritto in stampatello:

RICOPIA BENE LE PAROLINE: ACQUILONE

E naturalmente la bimba ha diligentemente ricopiato questa nefandezza ortografica scrittale dalla sua insegnante di sostegno. 

Non voglio mettermi a fare confronti tra luoghi o tra tempi, non lo voglio fare in maniera esplicita, anche se dentro di me questi confronti accadono, non posso farne a meno.

Ma sono preoccupata. Lo sono davvero.

Vorrei somministrare fialette di RISPETTO a tappeto.

Rispetto per sè stessi prima di tutto. Il resto forse verrebbe da sè.

Non lo so, ma sono preoccupata.

Ho la sensazione che la scuola sia diventata un parcheggio, molto spesso non custodito, e purtroppo non solo nelle teste dei genitori, ma anche ormai in quella degli insegnanti, o almeno in molti di essi.

Rassegnazione? Stanchezza di fine anno?

Sarà...ma sono preoccupata.

 

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Wednesday 19 may 2010 3 19 /05 /Mag /2010 11:33

Accadde che un giorno, mentre me ne stavo bella tranquilla dentro al mio spazietto, accoccolata e sonnecchiante al calduccio, con le ginocchia accartocciate contro il petto e le manine in bocca, gustando quel solido gusto di me, accadde quel giorno che ci fu un qualcosa, un qualcuno, una forza, una spinta, che non fece domande, non chiese nulla, semplicemente disse "Bene, ora basta, è ora che vai. Ciao"

"No scusa, puoi ripetere?"

"Bene, ora basta, è ora che vai. Ciao"

"E dove dovrei andare scusa?"

"Bene, ora basta, è ora che vai. Ciao"

" Ma dove vuoi che vada scusa? Come posso spostarmi? Qui non c'è più spazio nemmeno per sgranchirsi, figurati se posso andare da qualche parte!"

"Bene, ora basta, è ora che vai. Ciao"

Fu lì che capii che probabilmente era solo la mia immaginazione, o forse quelle parole venivano da fuori...mi era già capitato i sentire parole e suoni che venivano da oltre quello spazio, e anche se mai erano state così distinte, diedi la colpa al fatto che forse adesso il mio orecchio era davvero molto attaccato alla parete dello spazio, per cui, qualsiasi cosa ci fosse stato la fuori, ora era più vicino a me.

Là fuori? Non feci in tempo a rendermi conto che avevo davvero detto "Là fuori", che sentii quello stesso qualcosa, qualcuno, quella forza, quella spinta, spingermi forte verso il Non So, il Non Posso, il Non Riesco, il Non è Possibile. E più quella Forza spingeva, più io capivo che qualcosa stava terminando, che probabilmente stavo morendo. Me lo confermava il fatto che quel liquido che mi aveva avvolto per molto tempo non c'era più, era scomparso, e il caldo era diventato freddo, e le pareti intorno a me erano sempre più strette, e quel tubo che mi usciva dalla pancia pulsava come mai era accaduto prima, e pensavo che di sicuro sarebbe esploso. E improvvisamente mi sentii grande, gigantesca, ma forse era solo lo spazio che era rimpicciolito, e quando la stretta diventò insopportabile, e non sentivo più niente, e le forze ormai mi avevano abbandonato, proprio in quel momento quell'ultimo respiro era diventato in realtà il primo.

La fine era diventata un inizio.

Un cambiamento.

Un meraviglioso cambiamento che, poi ho saputo, qui chiamano vita.

 

 


 

 

Avrei voluto scrivere della mia partenza per l'Africa, della paura che ogni tanto mi prende, e che mi sembra insormontabile, mi immobilizza, mi tiene legata.

Invece è uscito questo.

E per una volta nella vita ho deciso di fidarmi.

L'Africa centra poco in tutto ciò...è solo il simbolo di quel qualcosa di Nuovo che tanto mi spaventa e ogni tanto mi leva il fiato.

Qui la chiamano vita.

E ogni volta che l'ho seguita ho rivissuto quella stessa paura, quello stesso soffocamento della prima volta.

Ma poi è stata Luce Pura. Bellezza. Meraviglia. Vita.

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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