Tuesday 4 january 2011 2 04 /01 /Gen /2011 18:21
E' un po' che non scrivo e mi manca.
Avrei bisogno di una penna e di un foglio di carta per annotare i pensieri ed immagini, che ultimamente arrivano nei momenti più indifesi di me, come quel minuto che precede l'addormentamento o quei secondi che occorrono al risveglio.
In quella linea di mezzo in cui non stai nè da una parte nè dall'altra della tua cosciente vita, accadono i pensieri e le immagini più disparate, e accadono tutti insieme, spintonandosi.
A volte fanno davvero un bel casino, tanto che la coscienza decide di chiudere le sbarre, e da lì in poi ci penseranno i sogni a smaltire la folla. Almeno fino a domattina.

Oggi fa freddo a casa mia.
Perchè una casa in cui nessuno ci respira dentro per quattro giorni si raffredda, s'intristisce.
Nell'ultimo giorno di questo 2010 son scappata via su un aereo, sapendo però che poi sarei tornata.
Ma me lo sono chiesto com' è partire senza sapere se si ritornerà.
Credo che sia una cosa grande, un inizio che non prevede una fine non lo so se sono capace di immaginarmelo. Quasi più facile trovo invece immaginare una fine senza che necessariamente essa sia seguita da un nuovo inizio.

Mi sono fatta un bel regalo in questi giorni. Son montata su un aereo, ho respirato un po' di mondo lì fuori e son tornata qua. E ho notato come i ricordi più belli del mio volermi bene sono sempre legati a dei viaggi.
Non che io sia una cosmopolita all'avventura, anzi faccio molta fatica a lasciare casa mia e comunqe adoro l'emozione del ritorno più di quello della partenza. Ma le emozioni che ho vissuto lontano da casa mia, chissà, forse proprio perchè non incastrate nella quotidiana e comoda routine conosciuta, sono quelle che più mi sono restate impresse nel cuore e nel corpo.

E così stavolta ho imparato che era meglio se stavo più attenta alle medie quando la prof spiegava la storia dei Tudor e che invece devo essere stata molto attenta quando alle elementari hanno spiegato come si legge una cartina, che trovare una stazione della metro chiusa può cambiarti la giornata di molto, che adoro le parate e le bande marcianti, che se li guardi bene quelli che suonano nella banda somigliano in tutto e tutto e per tutto al loro strumento, che posso stare in mezzo a una milionata di persone e seguire il flusso, che c'è gente che per cambiare de persone davanti a un gabiotto fa una manifestazione di tre quarti d'ora ogni giorno, che ci sono persone che si mettono un cappello rosso, un cappotto viola e dicono "facciamo un'associazione che si chiama -quelli che si mettono il cappello rosso e il cappotto viola-", che mangiare e nutrirsi son due cose differenti, che il teatro resta comunque al primo posto, che un autobus non necessariamente segue la strada che decidi tu, che se corri forte forte ce la fai e soprattutto che il brodo del prèt a manger fa schifo.
Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Tuesday 14 december 2010 2 14 /12 /Dic /2010 17:10
Oggi in Parlamento Berlusconi dice: «Sono sereno come lo sono sempre stato».
Oggi in terza elementare D. (mai studiato in vita sua) dice: "Ah ma è oggi la verifica delle tabelline? Beh tanto le so"

Oggi in Parlamento Berlusconi dice: «Ve lo dicevo che Fli si spaccava»
Oggi in terza elementare io: "M. quanto fa 7x8?"
                                              M: "49"
                                              la classe in coro: "cinquantaseeeiiiiiiiiii"
                                              M: "Ah sì lo sapevo"


Oggi in Parlamento si presentano a votare 3 deputate in dolce attesa (di cui una in sedia a rotelle), sperando che il loro voto valga doppio, ma non è così, e il loro sforzo è vano.
Oggi in terza elementare le tre donzelle della classe (che grazie a dio non sono in dolce attesa) tentano invano di passare i risultati della tabellina dell'8 ai compagni, ma il loro sforzo è vano. I compagni maschi non sono nemmeno capaci di copiare.

Oggi in Parlamento Polidori cambia idea all'ultimo momento e scoppia la rissa tra deputati, al punto che Fini è costretto a sospendere la seduta per alcuni minuti. Fabio Granata e Giorgio Conte hanno cominciato a litigare, i commessi hanno bloccato i deputati finiani che cercavano di venire alle mani, quindi, un altro deputato di Fli, Antonio Buonfiglio, ha provato ad attaccare il leghista Gianni Fava ma è stato bloccato a sua volta da Guido Crosetto (Pdl) e dai commessi. Il Pdl applaudiva.
Oggi a ricreazione D. è inciampato cadendo addosso ad A., che si è girato scaraventandosi contro di lui con lo scopo di strappargli capelli. Ad F. non è sembrato vero e si è buttato nella mischia dando una gomitata di frodo ad A., che a quel punto ne aveva due addosso. La classe seconda guardava la scena. La maestra interveniva per dividere i rissosi.

A spiegare l'accaduto ai giornalisti è stata Nunzia De Girolamo. «Conte ha detto che la Polidori è una...», di qui la reazione dei deputati del Carroccio e la conseguente rissa. Alcuni deputati si sarebbero anche rivolti all'indirizzo di Fini dicendogli «Questa è la tua gente».
Durante la ricreazione T. viene dalle maestre con l'aria di quella che ne sa e dice: "P. ha detto a C. coglione!"
La maestra riprende P.
P. dice a T. che "chi fa la spia non è figlio di Maria" e poi rivolto all'amico sussurra: "spero che a quella là un giorno qualcuno gli scorreggi in faccia mentre dorme" (giuro l'ho sentito con le mie orecchie)


Ad allentare la tensione dopo il voto hanno contribuito i cori, le bandiere, i pallottolieri e un liberatorio Va' Pensiero intonato dai leghisti. Le giovani deputate pidielline Anna Grazia Calabria, Gabriella Giammanco e Maria Rosaria Rossi, adornate da un foulard tricolare, sono andate immediatamente a congratularsi col Cavaliere. Massimo Corsaro ha festeggiato nei corridoi di Montecitorio la fiducia ottenuta dal governo irridendo i finiani con in mano un pallottoliere («per spiegare come si fanno i conti»).
Dopo la verifica sulle tabelline M. ha preso 10, R. ha preso 7, G. ha preso non sufficiente.
A G. in realtà non gliene frega nulla e fischietta una canzoncina da lui inventata.
R. rode per il suo 7 ma va da M. e con gli occhi iniettati di sangue gli dice: "tanto tu prendi sempre 10, sai che novità...."
Per festeggiare il suo 9, A. chiede di andare in bagno e saltella per il corridoio cantando "ho preso 9, ho preso 9"
T. invece ha preso 6 e mezzo e sta già pensando a cosa farsi comprare da sa madre per questo meraviglioso voto.



E' COSI' MERAVIGLIOSAMENTE RASSICURANTE SAPERE CHE LA VITA IN PARLAMENTO RISPECCHIA ESATTAMENTE LA NOSTRA QUI FUORI, QUELLA DEI COMUNI MORTALI....DI 8 ANNI.


 

Di annadalpan - Pubblicato in : bricoledialtro
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Thursday 9 december 2010 4 09 /12 /Dic /2010 22:31
La mamma del bambino di quarta elementare che la settimana scorsa rise di gusto perchè il figlio aveva mostrato le terga all'intera scuola durante la mensa, ha dichiarato che non permetterà al figlio di partecipare al corso di Educazione Sessuale tenuto dagli psicologi dell'ULSS se verranno usati termini come "pene" e "vagina".
Eh certo, non vorremmo mica chiamare le cose col loro nome...potrebbero prenderci per non italiani.

Davanti a certe storie bisogna abbassare la testa, ma gli occhi di quel bambino sono spenti.
Lo erano mentre mostrava le terga all'intera scuola.
E lo erano quando ha saputo che la mamma lo avrebbe ritirato dal corso.
Lo erano quando gli ho chiesto qual è il suo desiderio più grande.
E lo erano quando gli ho chiesto che cosa lo fa arrabbiare.

Cos'è che fa spegnere gli occhi di un bambino?

Gli occhi dei bambini han bisogno di altri occhi,
che faccian da specchio, che guardino e vedano.
Occhi più alti, ma capaci di scendere,
occhi che lo vedano intero.
Occhi che sappiano piangere e ridere,
occhi arrabbiati quando è necessario,
occhi che parlino del silenzio che c'è.

Gli occhi dei bambini che non trovano altri occhi si spengono.
Nel non essere visti, i bambini imparano a non vedere,
e poi a non sentire, e poi a non sentirsi più.

E a quel punto poco importa il nome che dai alle parti del corpo,
e se ti fa ridere o meno il fatto che tuo figlio abbia mostrato le terga all'intera scuola.
L'importante è che tuo figlio ha nove anni e gli occhi spenti.
E a riaccenderli non basterà uno stelliere.

Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Tuesday 23 november 2010 2 23 /11 /Nov /2010 19:15

Fatico a riconoscere forme e colori intorno a me.
Ciò che era ieri oggi non esiste più,
e domani sarà qualcosa di diverso.
Tutto cambia, si chiama vita.
Non mi manca ciò che era ieri,
non mi interessa sapere oggi ciò che verrà domani.
E' che ogni tanto sento la voglia di vedere un volto conosciuto, 
che resti quello nella luce, mica nella forma o nelle pieghe.
Riconoscersi, sorridersi, solo vedersi, ma davvero.
Tutto qui.

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Thursday 4 november 2010 4 04 /11 /Nov /2010 12:12
Ci son canzoni che ti entrano dentro, che ricopieresti a mano sul mur di camera tua;
ci son pezzi di libri che strapperesti la pagina, ne faresti volantini e li butteresti da un aereo, perchè arrivassero a più gente possibile;
e poi ci sono amici che scrivono su dei blog in cui la gente passa, legge, va via.
Ho sempre ammirato tantissimo Elisa, per come scrive, e forse non gliel'ho mai detto. Ho se mpre pensato che se scrivesse un libro lo comprerei subito, lo leggerei, lo sottolinerei e poi lo metterei sullo scaffale più comodo, dove stanno i libri che vuoi avere sempre sottomano.
Allora oggi la cito, come si fa coi grandi scrittori, col corsivetto e col nome e cognome in fondo, perchè ha scritto una Gigantissima Verità con parole così semplici da lasciare disarmati.


"La strada verso la felicità mi spaventa più di qualsiasi altra cosa.
Più della denuncia dei redditi, più della minestra di verdure.

Ho bisogno di buoni propositi, perchè tutto lo splendore che ho intorno qualche volta mi fa paura.
Vedermi da fuori e scoprirmi davvero serena, mi getta in uno stato di ansia che neanche una debuttante.

Pare che io non sia abituata, a tutte le gioie che mi capitano ultimamente.
Pare che io preferisca restare al lato della pista, proprio quando attacca la mia canzone preferita.

I buoni propositi come metodo per iniziare a ballare sul serio.
E riprovare, se capita, un po' di
Vertigini. "

                                                                                                      Elisa Trimeri
                                                                                                      www.potaci.splinder.com
Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledamicizia
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