Avrei bisogno di una penna e di un foglio di carta per annotare i pensieri ed immagini, che ultimamente arrivano nei momenti più indifesi di me, come quel minuto che precede l'addormentamento o quei secondi che occorrono al risveglio.
In quella linea di mezzo in cui non stai nè da una parte nè dall'altra della tua cosciente vita, accadono i pensieri e le immagini più disparate, e accadono tutti insieme, spintonandosi.
A volte fanno davvero un bel casino, tanto che la coscienza decide di chiudere le sbarre, e da lì in poi ci penseranno i sogni a smaltire la folla. Almeno fino a domattina.
Oggi fa freddo a casa mia.
Perchè una casa in cui nessuno ci respira dentro per quattro giorni si raffredda, s'intristisce.
Nell'ultimo giorno di questo 2010 son scappata via su un aereo, sapendo però che poi sarei tornata.
Ma me lo sono chiesto com' è partire senza sapere se si ritornerà.
Credo che sia una cosa grande, un inizio che non prevede una fine non lo so se sono capace di immaginarmelo. Quasi più facile trovo invece immaginare una fine senza che necessariamente essa sia seguita da un nuovo inizio.
Mi sono fatta un bel regalo in questi giorni. Son montata su un aereo, ho respirato un po' di mondo lì fuori e son tornata qua. E ho notato come i ricordi più belli del mio volermi bene sono sempre legati a dei viaggi.
Non che io sia una cosmopolita all'avventura, anzi faccio molta fatica a lasciare casa mia e comunqe adoro l'emozione del ritorno più di quello della partenza. Ma le emozioni che ho vissuto lontano da casa mia, chissà, forse proprio perchè non incastrate nella quotidiana e comoda routine conosciuta, sono quelle che più mi sono restate impresse nel cuore e nel corpo.
E così stavolta ho imparato che era meglio se stavo più attenta alle medie quando la prof spiegava la storia dei Tudor e che invece devo essere stata molto attenta quando alle elementari hanno spiegato come si legge una cartina, che trovare una stazione della metro chiusa può cambiarti la giornata di molto, che adoro le parate e le bande marcianti, che se li guardi bene quelli che suonano nella banda somigliano in tutto e tutto e per tutto al loro strumento, che posso stare in mezzo a una milionata di persone e seguire il flusso, che c'è gente che per cambiare de persone davanti a un gabiotto fa una manifestazione di tre quarti d'ora ogni giorno, che ci sono persone che si mettono un cappello rosso, un cappotto viola e dicono "facciamo un'associazione che si chiama -quelli che si mettono il cappello rosso e il cappotto viola-", che mangiare e nutrirsi son due cose differenti, che il teatro resta comunque al primo posto, che un autobus non necessariamente segue la strada che decidi tu, che se corri forte forte ce la fai e soprattutto che il brodo del prèt a manger fa schifo.