Conosco la forza e lo stupore di due anime che si riconoscono.
Occhi mai visti, mani mai sfiorate, voce mai sentita.
Ma la sensazione di essere stati, un tempo, un unico tutto.
Un cuore gemello,
stesso tempo,
stesso ritmo,
pieni coi pieni,
vuoti coi vuoti.
Lacrime che hanno uguale sapore,
risa della stessa sostanza sottile,
si riconoscono in un contatto profondo e totale.
Mi rassicura alzando lo sguardo, vedere il profilo delle montagne.
E mi rassicura notare che anche se i lampioni sono spenti, la luna resta accesa.
Mi rassicura sentire i miei passi, uno dopo l'altro, cambiare ritmo ma restare i miei passi.
Mi rassicura una lucetta accesa, nella seconda finestra da destra,
e vedere l'insegna del macellaio consunta, ma sempre lì.
Mi agita il rumore metallico dei pensieri, che girano veloci dentro la testa e fanno un vortice,
e poi scendono giù nella gola, per il petto, e dentro la pancia, a ristagnare.
Ho letto sto libricino, "Momenti di trascurabile felicità", di uno che fa "Piccolo" di cognome e già solo per quello mi sta simpatico. E son tutte fotografie, più o meno lunghe, molte istantanee,
di quei momenti in cui ti passa la felicità lungo il corpo, e magari non te ne accorgi nemmeno, oppure te ne accorgi ma quando te ne sei accorto è già passata.
Io ieri ho vissuto un momento di trascurabile felicità quando ho azzeccato la corsia giusta dal benzinaio, in modo che il serbatoio fosse dalla parte della pompa.
Mi son sentita ficca, perchè ci ho pensato, non è stato un caso.
E me lo sono segnato: momento di trascurabile felicità.
Ovviamente pochi istanti dopo il momento di trascurabile felicità si è trasformato in momento di dolore profondo, quando mi son resa conto che per un pieno non bastavano 50 euro.
E malinconia anche, perchè mi son mancati i tempi in cui facevo il pieno con 35 euro e pigliavo per il culo quelli che dovevano fare la benzina e pagavano di più.
Avere 5 anni e coltivare nella pancia la rabbia di un battaglione in guerra è difficile.
Non poterla esprimere ti fa respirare corto e ti fa pensare di essere cattivo. Malvagio. Crudele.
Avere 5 anni e portarsi sulle spalle le storie di tutti, nessuno escluso, è dura.
Ti fa diventare curvo e vecchio, che le rughe dei 5 anni non le vede nessuno, ma sono così profonde da trafiggerti da parte a parte.
Nascere grandi, pronti a tutto non appena metti il naso fuori da quello stramaledettissimo amato buco, che non c'è luce là fuori, solo un eterno accecamento, la testa bassa, i piedi nel
fango, e niente lacrime per me grazie. I bambini piangano pure, io ho 5 anni, non posso.
Potrei far esplodere il mondo con un solo pezzettino della mia rabbia se lo volessi.
E con le lacrime che mi stanno nella pancia potrei inondare l'Universo, e anche un po' più in là.
Aspetto solo il momento giusto.
Resisto e spero con tutto me stesso che tutto ciò che sta dentro, sopra e intorno a me non mi porti via.
Almeno non ora.