Quando torno a casa e non trovo nessuno...sono contenta.
Anzi ultimamente ci spero proprio di non trovare nessuno...
sarà che ho voglia di sentirmi libera di cantare e ballare, oppure di sbattere la testa contro il muro se ne ho voglia, senza che nessuno mi chieda perchè lo faccio,
sarà che penso che finchè non impari a star solo nella vita non saprai stare nemmeno con gli altri,
sarà che non solo non ci trovo nulla di male nello star soli, ma secondo me è pure strettamente necessario per la sopravvivenza umana,
sarà che mi va di star un po' con anna, perchè ho voglia di conoscerla meglio.
sto scoprendo tante cose di anna in questi momenti in cui riesco a star sola con lei:
mi ha raccontato della sua infanzia serena, cresciuta in spazi aperti, in un cortile di cugini, quasi tutti maschi, per cui ha imparato ad arrampicarsi sugli alberi e a costruire capanne per cui ci voleva la parole d'ordine per entrare. Infanzia di altalena in giardino, di piste da bob quando arriva la neve, di Nascondino e Lupo e Pecorelle nelle sere d'estate, coi "veci" che fa filò, e noi in cerca di lucciole da infilare dentro a una bottiglia di plastica, che non capisci perchè una volta lì dentro smettono di brillare. Un infanzia modellata dalle mani della nonna, che fa gli gnocchi al ragù, che guida la cinquecento e che fa le iniezioni pianino pianino, che non le senti neanche.
Mi ha raccontato della sua preoccupazione per non aver vissuto un adolescenza degna di questo nome: mai una sigaretta, mai una bella ciocca seria da tornare a casa e vomitare, mai una canna,neanche per idea, mai una cotta di quelle che scrivi sul diario Gigi ti amo o Gianni sei uno stronzo perchè sei andato con quella zoccola della Trudy, mai mandato affanculo i genitori, nemmeno mai pensato che avrei voluto nascere in un' altra famiglia. Adolescenza saltata a piè pari. Per la gioia delle suore dalle quali ha frequentato le superiori. Figlia e studentessa modello.Nauseante.
Mi ha raccontato di una ferita bella grossa dentro al suo cuore, che però lei ha dovuto essere forte, per la mamma, per il papà, per i nonni, per tutti tranne che per lei. E forte lo è stata.
E da lì in poi l'ho vista un po' confusa questa anna: mi ha raccontato di una lacrima intrappolata dentro di lei, di occhi che non piangono da tempo, di testa piena e cuore vuoto, di corse e di fare, di amici e parenti, di bambini di tutti i colori, di parole pesanti, di sogni e di incubi, di paure e speranze, di punti di domanda.
E allora ho capito perchè cerco così tanto questa solitudine, perchè questa anna qua ha tanto da raccontarmi, ha voglia di essere ascoltata e io l'ho fatta aspettare anche troppo.