Monday 25 july 2011 1 25 /07 /Lug /2011 12:17
Sotto la pioggia succedono cose.
C'è chi impreca e c'è chi balla.
E c'è chi fa entrambe le cose.
Fatto sta che sotto la pioggia ne succedono di cose...
Uno spettacolo interrotto a tre minuti dall'inizio, che aspettiamo un attimo e magari sballa, e invece no, e allora sotto la pioggia rabbia solida che sale in testa.
Uno spettacolo sotto a un capannone che poi se piove bisogna alzar la voce, allora sotto la pioggia si scalda la voce e il diaframma, e arrivano 200 persone, sotto la pioggia.
Una festa sotto le stelle da organizzare e portare a casa, e allora sotto la pioggia si gira la manovella per tirar su il capannone, e si spostano i pali, e si mette a piombo e si tira il telo.
E sotto la pioggia si balla, coi piedi nel fango e la musica alta, e poi ci si impantana co la macchina, e allora si spinge, sotto la pioggia.
Succedono cose sotto la pioggia, e comunque anche durante le brevi tregue la pioggia costringe comunque a puntare il naso in su, cosa che altrimenti si fa sempre troppo poco.
E si scoprono cieli straordinari, nuvole dalle forme fumettistiche, colori non riproducibili dall'uomo, profumi puliti.
Sotto la pioggia succedono cose meravigliose, ma se sopra la pioggia qualcuno volesse darci una mano, venerdì avremmo proprio bisogno di una tregua...
Di annadalpan - Pubblicato in : sono emozioni mica polpette
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Monday 11 july 2011 1 11 /07 /Lug /2011 17:17
Si vive al presente, ma un ricordo può avere un'onda d'urto di una potenza inaudita.
Ognuno la sente sulla pelle in modo diverso, ma in tutti ha lo stesso effetto:
spinge ad esserci.
E allora c'è gente che si macina kilometri, per esserci.
E altri che escono dal loro timido guscio, per esserci.
Qualcuno si prende le ferie dal lavoro, per esserci,
ed altri tornano prima dalle vacanze, per esserci.
Ci si improvvisa attori, cantanti, ballerini, comici, scenografi,
tecnici audio, tecnici luci, tecnici computer, perfino spettatori,
per esserci.

E nascono incontri che in fin dei conti son fatti della stessa sostanza degli incontri di ogni giorno,
son perfino le stesse persone, mai perse in realtà.
Ma nell'esserci c'è un sapore diverso, un'altra vibrazione, un nuovo colore.
Sarà il colore del ricordo, o forse esso dà soltanto la sfumatura giusta, la nota che migliora la melodia.

Non trovo le parole per ringraziare chi, nel ricordo di chi c'è stato sempre, in questa occasione ha voluto esserci, c'è o ci sarà, e probabilmente un ringraziamento non è nemmeno necessario, perchè so che non si è mossa mano che non sia stata spinta da un cuore, un cuore che ricorda.

Ma un Grazie ve lo voglio dire, perchè oggi, nel vostro Esserci, avete reso Stefano più vivo che mai.
Grazie Ragazzi, dal più profondo della mia pancia.
anna
Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Monday 13 june 2011 1 13 /06 /Giu /2011 18:05
Non amo la Religione Cristiana perchè è pesante.
Si fonda sul dolore e sul senso di colpa.
Se Gesù Cristo avesse vissuto la Sua vita facendo esattamente tutto quello che ha fatto, ma con un finale diverso...diciamo se fosse morto di vecchiaia toh...o avvelenato come molti illuminati...sarebbe nata lo stesso questa Religione Cristiana?
Si fonda su una morte, questa religione qua, una morte che dipende da noi. Mea culpa mea culpa mea grandissima culpa. Perchè Lui è morto per noi.
E a chi mi parla della speranza della Resurrezione chiedo allora perchè il simbolo dei Cristiani è la croce e non qualcosa che ricordi la resurrezione e quindi la Vita? Perchè dobbiamo segnare sul nostro corpo una croce prima e dopo la preghiera? Perchè laviamo la testa di creature pure e limpide come i neonati, trattandoli come qualcosa di sporco? Il peccato originale! Roba che non va via nemmeno con la candeggina. Per forza questi urlano come gli ossessi quando vengono battezzati...ci urlano "non avete capito un tubo!"
Provo a rispondere a queste domande e l'unica cosa che mi viene da dire è che ciò che accade è che la Vita rende liberi, leggeri, aperti, accade che la Vita fluisce, mentre la Religione ha lo scopo di legare, e quale legame è più forte di un legame di debito? Lui è morto per Te, per Amore di te. Non puoi non ricambiare.
E' pesante.
Trovo che la religione Cristiana sia l'Anti-Vita, quindi l'Anti-Dio.
E' una Non-Religione che si proclama La Religione.
E' pesante.
Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Sunday 22 may 2011 7 22 /05 /Mag /2011 21:39
"Guarda il cielo, è così pallido e luminoso,
come qulasiasi altro cielo a quest'ora del giorno.
Abbiamo tempo per invecchiare,
l'alba risuona delle nostra grida
ma l'abitudine è una grande sordina"

Beckett è stato il mio primo incontro con il teatro dalla parte del palco.
La prima lettura di  "Aspettando Godot" la ricordo, mi chiesi se questo pazzo avesse pescato e buttato su un foglio delle parole a caso dal vocabolario. Quel giorno tra Beckett e Molière io avevo scelto Molière, ma il regista aveva scelto Beckett.
Grazie regista.
La seconda lettura mi divertì, e mi chiesi se era proprio lo stesso testo che avevo letto precedentemente.
Anche la terza mi divertì, ma dalla quarta in poi cominciò ad affascinarmi. 
"Aspettando Godot" è un testo che apre finestre. Fuori c'è il mondo e l'universo intero. Tutto il tuttibile. Beckett resta in casa, ma apre le finestre e fa entrare tutto il tuttibile.
Oggi, a distanza di qualche anno, è stato ancora questo testo a regalarmi emozioni, leggerezza, colore, suono, a farmi sentire il tutto tuttibile che c'è in me, e tutto il tuttibile di quello che c'è fuori di me, e a farmi sentire che è tempo di aprire le finestre per far comunicare questi due mondi.

Son stati due giorni di leggera dolcezza, di sole, di terra, di aria, di acqua, di fate.di verde, di salici, di gesti economici, di fluidità, di giornali in testa, di blu, verde, giallo, rosso, di piedi scalzi, di torte salate, di pausa caffè, di qualcosa verrà fuori, di centratura, di kalì, di sole sulla pelle, di erba sotto i piedi, di Reneè Aubry, e la cantatrice calva? Si pettina sempre allo stesso modo.

Grazie Emmanuel
Grazie Fuori di Quinta
Grazie a chi c'è stato.
Io c'ero.

Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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Sunday 15 may 2011 7 15 /05 /Mag /2011 21:12
Cammino dentro di me da un po' di tempo ormai, e ricordo esattamente quando cominciai il mio viaggio.
Fino ad allora ero stata al mondo, e la vita mi passava intorno e in mezzo senza che io me ne accorgessi.
L'amore, il dolore, il gelo, il calore, il bianco, il nero e ogni sfumatura mi attraversava senza che io me ne accorgessi. All'erta. Attenta solo a non andare in pezzi, come se tenere fuori di me le emozioni mi salvasse dal frantumarmi. L'acqua che entra tra le piccole fessure della roccia poco a poco la disintegra, lo avevo studiato in quinta elementare, e ricordo ancora l'immagine sul sussidiario.
Ma l'acqua che non fluisce ristagna e arriva un certo punto che ti ritrovi sommersa, senza fiato, a cercar di tenere insieme ancora una volta pezzi di te che semplicemente cercano aria e luce.
E poi accade qualcosa.
Tocchi quel famoso punto dal quale puoi solo più risalire.
E cominci a comminare.
Il primo passo è faticoso e la prima immagine che si presenta agli occhi è una montagna immensa, mastondontica.
Non ce la farò mai.
Ma indietro non si torna, non si può.
O te ne stai  lì a guardare la montgna e ad immaginare cosa possa esserci dall'altra parte, oppure semplicemente fai il primo passo, e dopo il primo il secondo, poi il terzo.
Ed ogni passo è una storia, son occhi che incontri, mani che tocchi, pezzi di te che si colorano.
E avanti che si va si arriva fino in cima, l'aria è diversa, una luce mai vista.
E anche lì puoi decidere di restare lassù, d'altra parte hai fatto davvero tanta fatica ad arrivare fin lì, oppure puoi scegliere di ripartire, scendere l'altro versante e continuare il cammino.
E dopo la montagna ci sarà la pianura, e un fiume da attraversare, e un fitto bosco da superare, e il deserto, e il mare, e i ghiacci, le stagioni calde, quelle fredde,quella delle piogge, la siccità, il tepore.
E passo dopo passo senti che la vita non ti sta più attorno, ma sta dentro di te.
E che nel cammino hai incontrato, incontri e incontrerai esattamente le persone che avresti potuto incontrare in quel momento e in quel luogo, non una di più, non una di meno, non una diversa.
E che è assurdo voler portarsi un eschimese nel deserto.
E che la canoa mi serve per attraversare il fiume ma che sarebbe stupido portarmela in mezzo al bosco.
E che qualsiasi cosa sia successa, era l'unica cosa che poteva accadere.
Di annadalpan - Pubblicato in : bricioledime
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