Sunday 22 may 2011
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/05
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/2011
21:39
"Guarda il cielo, è così pallido e luminoso,
come qulasiasi altro cielo a quest'ora del giorno.
Abbiamo tempo per invecchiare,
l'alba risuona delle nostra grida
ma l'abitudine è una grande sordina"
Beckett è stato il mio primo incontro con il teatro dalla parte del palco.
La prima lettura di "Aspettando Godot" la ricordo, mi chiesi se questo pazzo avesse pescato e buttato su un foglio delle parole a caso dal vocabolario. Quel giorno tra Beckett e Molière io avevo scelto Molière, ma il regista aveva scelto Beckett.
Grazie regista.
La seconda lettura mi divertì, e mi chiesi se era proprio lo stesso testo che avevo letto precedentemente.
Anche la terza mi divertì, ma dalla quarta in poi cominciò ad affascinarmi.
"Aspettando Godot" è un testo che apre finestre. Fuori c'è il mondo e l'universo intero. Tutto il tuttibile. Beckett resta in casa, ma apre le finestre e fa entrare tutto il tuttibile.
Oggi, a distanza di qualche anno, è stato ancora questo testo a regalarmi emozioni, leggerezza, colore, suono, a farmi sentire il tutto tuttibile che c'è in me, e tutto il tuttibile di quello che c'è fuori di me, e a farmi sentire che è tempo di aprire le finestre per far comunicare questi due mondi.
Son stati due giorni di leggera dolcezza, di sole, di terra, di aria, di acqua, di fate.di verde, di salici, di gesti economici, di fluidità, di giornali in testa, di blu, verde, giallo, rosso, di piedi scalzi, di torte salate, di pausa caffè, di qualcosa verrà fuori, di centratura, di kalì, di sole sulla pelle, di erba sotto i piedi, di Reneè Aubry, e la cantatrice calva? Si pettina sempre allo stesso modo.
Grazie Emmanuel
Grazie Fuori di Quinta
Grazie a chi c'è stato.
Io c'ero.
come qulasiasi altro cielo a quest'ora del giorno.
Abbiamo tempo per invecchiare,
l'alba risuona delle nostra grida
ma l'abitudine è una grande sordina"
Beckett è stato il mio primo incontro con il teatro dalla parte del palco.
La prima lettura di "Aspettando Godot" la ricordo, mi chiesi se questo pazzo avesse pescato e buttato su un foglio delle parole a caso dal vocabolario. Quel giorno tra Beckett e Molière io avevo scelto Molière, ma il regista aveva scelto Beckett.
Grazie regista.
La seconda lettura mi divertì, e mi chiesi se era proprio lo stesso testo che avevo letto precedentemente.
Anche la terza mi divertì, ma dalla quarta in poi cominciò ad affascinarmi.
"Aspettando Godot" è un testo che apre finestre. Fuori c'è il mondo e l'universo intero. Tutto il tuttibile. Beckett resta in casa, ma apre le finestre e fa entrare tutto il tuttibile.
Oggi, a distanza di qualche anno, è stato ancora questo testo a regalarmi emozioni, leggerezza, colore, suono, a farmi sentire il tutto tuttibile che c'è in me, e tutto il tuttibile di quello che c'è fuori di me, e a farmi sentire che è tempo di aprire le finestre per far comunicare questi due mondi.
Son stati due giorni di leggera dolcezza, di sole, di terra, di aria, di acqua, di fate.di verde, di salici, di gesti economici, di fluidità, di giornali in testa, di blu, verde, giallo, rosso, di piedi scalzi, di torte salate, di pausa caffè, di qualcosa verrà fuori, di centratura, di kalì, di sole sulla pelle, di erba sotto i piedi, di Reneè Aubry, e la cantatrice calva? Si pettina sempre allo stesso modo.
Grazie Emmanuel
Grazie Fuori di Quinta
Grazie a chi c'è stato.
Io c'ero.